Chi Siamo

Pian della Mussa è una storica azienda di acqua minerale in attività dal 1970 che si presenta oggi come una realtà al passo con i tempi, radicata nel territorio, attenta all’ambiente montano che la circonda e impegnata a proporre un prodotto di alta qualità e dalle proprietà peculiari.

Non a caso in questi ultimi anni ha compiuto grandi investimenti per il miglioramento qualitativo del prodotto e dei materiali di confezionamento.

Crescita

Più efficienza e organizzazione: un nuovo magazzino, un’area carico automezzi ottimizzata e più veloce, una nuova linea di imbottigliamento, locali esistenti completamente ristrutturati, nuovi impianti e ammodernamento della captazione.

Immagine più forte e attuale con una nuova linea di bottiglie dal design più moderno, il restyling di logo ed etichetta e il ritorno in comunicazione.

Catena di imbottigliamento

La nostra missione

L’obiettivo di Pian della Mussa è quello di proporre prodotti biologici di alta qualità e dalle proprietà peculiari, provenienti da territori incontaminati come quello delle alte Valli di Lanzo.

Made in Italy

Pian della Mussa è un’azienda 100% Made in Italy. Si avvale di manodopera locale e nel ciclo produttivo utilizza solo ingredienti di aziende italiane.

La nostra terra, la nostra storia

Fu un rabdomante, nel 1968, a scoprire la fonte di Pian della Mussa, una sorgente d’acqua incastonata fra le vette delle Alpi piemontesi.

La scoperta

Nel 1968, Giovanni Castagneri, imprenditore, guida alpina e con la passione per la rabdomanzia scoprì una sorgente d’acqua incastonata fra le vette delle Alpi piemontesi sopra il paese di Balme, a 1500 metri d’altezza. Una fonte in cui l’acqua sgorgava limpida e sempre molto fredda, estate e inverno.

La guida sapeva bene che un’acqua gelida è anche particolarmente pura perché zampilla direttamente dalla roccia.

La purezza

Certo, in questi luoghi le sorgenti erano molte, ma una fonte così pura è un tesoro inestimabile. E il rabdomante non volle tenere questo segreto prezioso solo per sé: nel 1970 si iniziò ad imbottigliare l’acqua; prima per tutta la valle, poi per i territori vicini, sino a raggiungere Torino e buona parte del Piemonte.

Montagna

Oggi

Oggi le acque minerali Pian della Mussa nascono ancora da quella fonte, e sono distribuite in molte zone d’Italia e d’Europa con tutta la cura per le cose buone che sono parte della tradizione di questi luoghi.

Il paese dell’acqua

Pian della Mussa nasce a Balme, il comune più elevato delle Valli di Lanzo, nelle Alpi Graie torinesi.

Riconosciuto come il “paese dell’acqua” proprio per la ricchezza di sorgenti del suo territorio, Balme offre uno spettacolo naturale meraviglioso: a 1.708 metri di altitudine si apre il Pian della Mussa, un grande altopiano erboso interrotto dal corso del fiume Stura e circondato da cime che superano i 3.600 metri.

Un luogo semplice e puro, in cui la presenza della natura si fa forte e straordinaria.

Comune francoprovenzale, culla dello sci italiano e dell’alpinismo torinese.

A soli 55 km dal capoluogo piemontese, Balme (m. 1432) è il più alto comune delle valli di Lanzo. Meta di alpinisti esperti come di semplici escursionisti amanti della montagna incontaminata, Balme offre ai suoi visitatori un ottimo punto di partenza per una ricca serie di percorsi estivi di trekking, tra natura e cultura, la possibilità di confrontarsi con l’arrampicata su roccia e, d’inverno, su cascate di ghiaccio, un magnifico tracciato per lo sci di fondo, svariati percorsi di sci alpinismo e un’ottima scelta tra numerose ascensioni alpinistiche più impegnative.

Per chi ama invece la semplice contemplazione della natura, Balme regala l’occasione di trovarsi a tu per tu con animali selvatici come stambecchi, caprioli, marmotte, rapaci, e di ammirare fioriture di rododendri e peonie selvatiche, fitti boschi di larici, prati tappezzati di colorati crocus e bianchi bucaneve in primavera.

Balme neve
Meta ideale

Centro minerario già nel XIII secolo, tanto da attrarre l’immigrazione di famiglie di minatori dal bergamasco e dalla Val Sesia, l’origine di Balme come comune autonomo risale al 1610, quando si separò da Ala di Stura. Sovrastato dagli imponenti massicci della Ciamarella e della Bessanese, a pochi chilometri dal Pian della Mussa, attraversato dalle rinomate acque del torrente Stura, circondato da splendidi boschi, pascoli e prati d’altura, Balme è la meta ideale per tutti quelli che amano la montagna nelle sue suggestioni più vere e autentiche.

Percorsi di trekking

Il Comune di Balme offre ai visitatori una ricca serie di percorsi estivi di trekking, tra natura e cultura, la possibilità di confrontarsi con l’arrampicata su roccia e, d’inverno, su cascate di ghiaccio, un magnifico tracciato per lo sci di fondo, svariati percorsi di sci alpinismo e un’ottima scelta tra numerose ascensioni alpinistiche più impegnative.

Conosciuta anche come il paese delle guide alpine

Non a caso Balme è conosciuta per essere il paese delle guide alpine: spicca su tutte la figura del balmese Antonio Castagneri, detto “Toni dei Tuni”, ricordato per le sue quarantasei prime ascensioni e scomparso nel 1890 su un ghiacciaio del Monte Bianco.

Ritrovare se stessi

Per chi ama invece la semplice contemplazione della natura, Balme regala l’occasione di trovarsi a tu per tu con animali selvatici come stambecchi, caprioli, marmotte, rapaci, con fioriture di rododendri e peonie selvatiche, con fitti boschi di larici e prati tappezzati di colorati crocus e bianchi bucaneve in primavera. Una suggestione continua di sfumature che si alternano tra loro, rendendo meravigliosa e unica allo sguardo ogni stagione.

Stambecchi
Le origini di Balme

Le origini dell’insediamento di Balme sono rintracciabili in un passato decisamente remoto: le più antiche tracce sul territorio risalgono all’epoca neolitica, come mostra il misterioso altare ”druidico” sito nella borgata di Bogone.
Tracce della presenza dei Romani sono state rinvenute presso il Pian della Mussa (Alpe Venoni) e con molta probabilità Unni e Saraceni invasero la Val d’Ala nel corso del X secolo.

La fondazione vera e propria del villaggio fu invece opera di pastori provenienti dalla Savoia, mentre il XIII secolo vede una forte immigrazione sul territorio balmese di minatori provenienti dal bergamasco e dalla Val Sesia, attratti dalla possibilità di sfruttamento di discrete risorse minerarie presenti nella zona. La parte più antica del paese ancora esistente risale al 1200 circa: sotto uno stretto passaggio ad arco sono visibili tuttora i resti della più antica cappella del paese dove si ritiene che abbia sostato la Sindone nel 1535.

Gian Castagnero Lentch (Linch, 1550–1643) è considerato il capostipite dei balmesi: dopo essersi trasferito a Balme da Voragno di Ceres, paese di nascita, fece fortuna come imprenditore di miniere e forge. Grazie al suo intervento Balme si arricchì della Casaforte del Rucias, della prima parrocchia (SS. Trinità) e guadagnò la trasformazione in comune autonomo rispetto ad Ala nel 1610.

All’esaurirsi del lavoro minerario, durato per circa un secolo, la vita si fece decisamente più dura per gli abitanti di Balme, impossibilitati a sostenersi con la sola agricoltura e pastorizia. Molti furono costretti ad emigrare e molti si trasformarono invece in contrabbandieri, grazie al possibile commercio del sale con la vicina Savoia.
Proprio il contrabbando formò generazioni di uomini e donne usi alle impervie ascese sulle montagne e i ghiacciai sovrastanti. Fu così che, di generazione in generazione, il contrabbandiere quasi naturalmente si trasformò in abile guida alpina. Le esperte guide di Balme contribuirono in tal modo a far definire il villaggio come luogo principe per gli amanti della montagna.
Balme è ancora oggi chiamata, infatti, culla dell’alpinismo torinese.
(testo a cura di G. Castagneri)

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